Vacanza o sequestro?

Vacanza o rapimento? Vorremmo noi esser trattati come lui, oppure no?

[a cura di: PozVale]

Che bella colazione stamattina! Mi hanno raccomandato di non rivelare dove sono, però è da quando sto qui che mangio da dio. Sempre pane fresco appena sfornato, caldo e fragrante, con burro e marmellata o cioccolata spalmabile; brioche alla crema, marmellata, cioccolato e stamattina pure i fagottini con le mele appena fatti! Oltre ai caffè, tè e tisane di vari tipi, succhi di frutta provenienti da ogni parte del mondo, e quando ho finito col dolce mi butto sul salato. Pure lì ci si dà alla pazza gioia con salumi e formaggi accompagnati dalla mostarda piccante, diciamo che inizio la colazione alle 7 e finisco alle 10! Per poi replica, pranzo, a mezzogiorno. Ammazza, non rimpiango assolutamente i colazionpranzi del Ristorante il Papero Offeso! A cena però mi accontento di farmi una tisana o al massimo il brodo, perché per quanto mi chiamino balena ho dei limiti anch’io. …Cioè anche noi, c’è anche l’HIV con me e se la sta godendo pure lui alla grande! Qualche invidioso penserà che stia raccontando una palla, ma non è così! Al momento non mi stanno chiedendo di pagare ma chissà… Vedremo come finirà questo soggiorno.

Quando stavo al #CampusIbuol mi trattavano sempre male: sei una palla di lardo, sei positivo non rilevabile e non conti niente, ti devi mettere a dieta, dovevo sempre guidare la macchina per le loro commissioni. Consegne di cibo e spesa a domicilio, buttare la spazzatura, distribuire la posta ma mai che potessi utilizzare l’auto per gli affari miei. Qui invece sono tutto il giorno a ricevere massaggi, ho sempre una bella ragazza o ragazzo che mi danno attenzioni e partecipo volentieri alle maratone di serie tv o giochi da tavolo con quelli che inizialmente pensavo fossero poliziotti o addirittura criminali. Erano due energumeni a volto coperto che mi hanno portato via quasi a forza dal campus mentre stavo salutando il mio ex ragazzo, Antonio. Per un momento ho temuto che lui mi avesse denunciato per stalking e la polizia di Bugliano fosse venuta a prendermi! Hanno solo detto “Valentino vieni con noi”, mi hanno preso per le braccia e ho potuto fare ben poco. Non si sono fatti problemi perché Antonio era lì, lui non ci vede, volto coperto o meno non li avrebbe riconosciuti.

Finché si mangia bene e nessuno mi chiede conto di quanto peso, io voglio rimanere qui per tutta la mia esistenza. L’unico problema è che sono senza medicine e se finora sono riuscito a mantenere il segreto del mio virus bloccato, fra poco non potrò più farlo perché la carica virale inizierà ad alzarsi e a quel punto dovrò scegliere cosa fare, sempre ammesso che mi vengano date alternative.

Malgrado la super colazione però, oggi l’atmosfera è diversa: i diffusori di oli essenziali e le casse audio sono spenti, c’è un silenzio di tomba anche in reception! Mi avvicino alla scala per scendere al centro benessere per farmi una sauna in tranquillità invece ecco che mi si para davanti un cartello: CHIUSO.

Com’è questa storia, stanno chiudendo l’albergo e io sono rimasto qui da solo come un imbecille? Allora perché la colazione? “VALENTINO!” A urlare è Luana, la signorina dei massaggi. Sta in cima alle scale ad attendermi e io salgo, anche se non nascondo di avere il fiatone ogni tre gradini! “Oggi sei carico, sei energico a sufficienza. Quindi niente relax, vieni con me!”

Apre con le chiavi una stanza adiacente all’ascensore, che io ho sempre pensato essere lo sgabuzzino per le pulizie e mi fa sedere davanti a un tavolo coperto da un lenzuolo usa e getta, come quelli degli ospedali. C’è un contenitore trasparente e vuoto davanti a me, non capisco perché si stia mettendo i guanti! Cosa fai, Luana, mi stai proponendo un nuovo gioco erotico? Coi pollici mi comprime la gola. Prima leggermente poi sempre più forte… Insomma, che ti ho fatto, vuoi uccidermi? Finalmente molla la presa e sorride.

“Bene, sei perfetto! Butta via lo smartphone, Valentino smetti di scrivere a cazzo e concentrati su di me!”

La prima volta che le sento dire una parolaccia in tutti questi giorni, ma il suo sguardo non ammette repliche. Ormai questa ha tutta l’aria di non essere più una vacanza, e per sicurezza voglio dire una cosa al mio Antonio. Anche se non mi vuole più.

Falco, chaser volante, quando prima di andarmene ti ho toccato il culo in realtà era per infilarti una lettera in tasca. Fattela leggere dagli amici al campus, non so più quando potremo rivederci. Tuo Gifter Vale.

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