La valle dei morti

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“Una perdita di tempo”. Questo pensa in merito al servizio Bugliano Cold, ritenendo che HIV stia sprecando tutta la propria energia dietro alle chiacchiere invece di mettersi in campo sulle indagini vere, onde evitare altri morti.

Eppure questa volta, la storia della palude sembra aver risvegliato nel profiler un antico interesse: davvero ci sono stati dei morti in passato? Chi li ha uccisi? Li hanno nascosti veramente nella palude?


Paura ancestrale

Inutile prenderci in giro: se lavoro nella polizia e voglio stanare i serial killer, è perché ho una grandissima paura della morte. Se ho accettato il virus, e ho deciso di avere una mia discendenza virale, è perché voglio la continuità: essere parte di qualcuno oltre la mia morte. Poi va bene, io e il mio HIV ci siamo affezionati e lavoriamo insieme però all’inizio non era così!

Ricordo come fosse ieri quando a soli dieci anni ero tornato a casa e avevo trovato mio padre pieno di sangue, mia madre raccontava che si era tolto la vita ma io non ci ho mai creduto e ancora oggi faccio fatica, specie dopo aver scoperto che Beniamino La Scala non è mio padre biologico e, soprattutto, che ho un fratello.

Ma nonostante abbia sviluppato un gran sangue freddo nei confronti dei morti con cui ho inevitabilmente a che fare sul lavoro, di notte i vecchi fantasmi appaiono sempre: il lampadario che cade in testa a mio padre e la canzone Right here waiting a risvegliarmi ricordi dell’infanzia che ancora non riesco a mettere bene in chiaro.

A nulla è servito il supporto dei miei amici e colleghi: questa notte gli incubi sono peggiorati dopo aver seguito Bugliano Cold!

I morti nella palude?

Niente da fare, qualunque tentativo di levarmi quella scena dalla mente è fallito: la mano del morto a cui si faceva riferimento in Bugliano Cold, poteva essere quella del mio povero amico brutalmente ammazzato?

non ha la minima idea, mi ha solo lasciato il diario di Valentino aperto su una pagina specifica: una donna in foto, ma il volto è cancellato e al suo posto c’è un codice; Salvo neanche sapeva cosa fosse, sono stato io a spiegargli cosa sia un QR e inquadrarlo senza problemi col mio smartphone.

La valle dei morti

“Guarda nonno, è spuntata una mano!”

“Sì, e adesso noi la raccogliamo e la mettiamo in un grande freezer; è così che nasce il minestrone della Valle dei Morti…”

Questa? Una pubblicità burla di chissà quanti anni fa, di quando io e andavamo a scuola! Amava troppo certe goliardate e io lo prendevo sempre in giro; adesso mi manca la sua innocenza, il suo ottimismo ingenuo che lo portava a fidarsi delle persone sbagliate, ma non di me. Solo perché lo chiamavo “Whale” -balena-! Sono stato anch’io stupido, credevo che quello fosse un modo per spronarlo a tenersi in forma, volevo fare il duro per nascondere la mia fragilità e il lutto non elaborato.

Sentivo troppa malinconia a ricordare quei momenti, allora mi sono messo a cercare in Internet informazioni su mani spuntate dal terreno, valle dei morti, paludi… Ed effettivamente eccolo: lo spot Minestrone della valle dei morti: “i pezzi più putridi e decomposti”, “trovarvi nel piatto i vostri cari defunti a pezzettoni”, maledizione! Valentino è morto proprio così. Tagliato a pezzi, macellato. Non mi dire che qualcuno se l’è mangiato!

In effetti nella palude di Bugliano c’è , un esemplare di cui i Gufi di Bugliano parlano spesso ma che ancora nessuno ha mai incontrato dal vivo. E, probabilmente, chi l’ha incrociato non è più qui a raccontarlo.

Allora perché se Valentino è stato mangiato da Drillo, alcuni suoi resti erano nell’ascensore del Campus?

Quella misera carne era tagliata da un coltello, anzi, sfilettata; un coccodrillo non lo farebbe mai!

Malgrado le incoerenze, ho segnato ogni cosa nelle mie note sulle indagini.

Indizi: palude, spunta una mano. Coccodrillo, Valentino, balena, filetto.

Apparentemente sono elementi privi di connessioni tra loro, ma la ricerca su Google con la parola chiave “valle dei morti” mi ha restituito una leggenda: la valle dei sette morti, racconto su un gruppo di pescatori e un ragazzino nella laguna di Venezia.

Sei uomini e un ragazzino avevano recuperato un morto issandolo sulla loro barca. Ma poi il piccolo era stato preso in giro, gli avevano chiesto di invitare l’uomo senza vita a mangiare con tutto il gruppo. Una, due, tre volte e gli adulti si divertivano sempre di più… Alla fine il morto si è alzato. E i pescatori? Ecco, da uno, i morti sono diventati sette. Per la paura; ma il ragazzino si è salvato grazie alla propria innocenza.

Ragazzino, paura, morte… Innocenza. Cosa starà dicendo Valentino, io non sono in vena di indovinelli e probabilmente neanche il mio virus perché non mi sta arrivando alcun aiuto.

Io, ho visto morto mio padre o presunto tale. Forse anche Valentino a quell’età ha visto qualcosa che non doveva? Salvo Mondo sostiene di conoscere bene la mamma di Vale, l’ho chiamato a Bugliano per questo! Tocca andare a cercare lei, per forza.


Valle dei morti: fonti video

Gem Boy – minestrone della valle dei morti

La valle dei 7 morti – leggenda veneziana
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