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Vergate sul Membro

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Quale luogo del mondo non vorresti mai visitare? Perché?

Vergate sul Membro, dove tutti sono uguali: non conta chi sei, cosa fai, la tua terra d’origine o a quale specie appartieni; Vergate sul Membro è un luogo in cui è meglio non farsi venire a prendere; sì, vale pure per HIV di Bugliano!

MONDO REALE: ispirazione che arriva dal mondo utopico di John Lennon descritto nel brano Imagine


Virus: ancora bloccato a Zagabria

Avrei voluto tornare a Bugliano insieme alle ragazze ma Benjamin Bruckner è stato irremovibile: starò qui a Zagabria ancora un po’ di giorni perché il vigile Vittorino sta facendo dei controlli straordinari in dogana e io, essendo un virus, rischio di venir chiuso nell’ennesima provetta fino a data da destinarsi. Per me c’è di mezzo Matteo Doroteo e la sua severa politica contraria alle “diversità” ma non ho prove né smentite, meglio stare qui e lavorare sotto traccia.

Siria, dal canto suo, non può garantirmi protezione durante il viaggio né dopo perché è concentrata sulle nuove lezioni di scrittura che inizieranno a giorni e la sua amica Giulia è negativa, quindi neanche mi vede o sente, potrei finire rapito da chiunque senza che lei se ne accorga.

Alla fine le ho lasciate partire, sono così felice che abbiano fatto pace! Almeno la terribile decisione presa anni fa per proteggere Siria non è stata inutile. Restano solo da risolvere ancora un po’ di conflitti con Greta ma per quelli c’è tempo e non posso farla venire in Croazia, neanche se glielo chiedessi io sarebbe disposta a lasciare Bugliano rinunciando al Sindacato e l’attivismo ambientalista.

Difficile rassegnarsi a questa situazione, così chiedo a Benjamin di telefonare alla dottoressa Sloan sperando almeno in un trasferimento nel laboratorio di scienze; ma la risposta di lei è stata la peggiore possibile: “Sì, HIV, una soluzione ci sarebbe per evitare la dogana: vengo a prenderti a Vergate sul Membro, e da lì avremo il volo diretto per Bugliano.”

Maledizione, no! L’alternativa era fuggire da solo, di nascosto, verso Boion Polesine e senza alcuna misura di sicurezza. Da quando c’è stato il raduno delle porche ho stretto amicizia coi residenti e sono in parecchi a voler notizie su di me però a quanto pare nell’ultimo periodo ci sono stati dei casi di covid, e se quel virus invade un paese, lì per me non c’è più posto. Non vale la pena rischiare la morte esponendomi ad acqua e aria se poi c’è alta probabilità di essere buttato fuori! Non sono un virus così disperato!

Vergate sul Membro invece, no! Assolutamente no! La Sloan ne parla come fosse la cosa più naturale del mondo, Benjamin Bruckner ci scherza addirittura su, ma quello è un luogo dove non ho alcuna intenzione di stare!

I negativi ridono quando sentono dire “ti vengo a prendere a Vergate sul Membro”; quel posto viene perfino descritto come un sogno per ogni umano in una canzone che ha cantato anche Freddie quando è morto John Lennon però a me, solo l’idea di passarci anche vicino, fa paura!

Beati gli umani ingenui che sognano di vivere in un mondo in cui si è tutti uguali e le diversità non ci siano più! Solo noi virus sappiamo cosa voglia dire essere costretti a nascondersi, come a Vergate sul Membro. E non mi rende affatto tranquillo.

Vergate sul Membro

“Immagina che non esistano confini o religioni, immagina che tutti vivano in pace, immagina il mondo come un’entità unica”. Così diceva il famoso brano Imagine, sembra quasi che il suo autore abbia visitato Vergate Sul Membro almeno una volta nella vita; io però non ho potuto chiedere dettagli perché John Lennon era negativo quand’è morto, e lo era anche Freddie durante l’esibizione a Wembley il lontano 9 dicembre 1980; nessuna testimonianza dagli umani quindi, mi fido di ciò che ha raccontato il mio amato HIV di Lansing rimasto lì in vacanza per qualche tempo nel 1991.

Un posto bellissimo in apparenza, come quello in cui noi virus e gli umani abitavamo prima che Sierofobia si mettesse in mezzo a rovinare tutto. Poi però c’era la trappola: pochi eletti comandano tutte le specie residenti in quel luogo, roba che i Poteri Forti sono una carezza, a confronto.

Tanto è vero che, prima di partire per Zagabria, ho salutato il mio partner e lui temeva di vedermi finire per punizione a Vergate Sul Membro ma per fortuna non è stato così. Meglio il museo delle relazioni finite, per carità!


HIV di Lansing, marzo 2023: Ciao, amore, ciao!

Avevamo tanti progetti, io e HIV di Bugliano; dopo l’ultimo suo Bugliano Cold di San Valentino per il quale ho accettato di rinunciare alle vacanze insieme, volevamo riprendere coi servizi sui casi irrisolti e perché no, anche organizzare una bella festa di nozze: il primo matrimonio celebrato tra virus a cui non solo gli umani sarebbero stati invitati, ma avrebbero ufficializzato la nostra unione come valida secondo le loro leggi, oltre a quelle nostre.

Fino a che è uscito tutto il casino della bugliano run per il quale gli hanno dato ingiustamente la colpa.

“Sto andando via”, mi aveva detto quel giorno; neanche un mese era passato dall’ultimo Bugliano Cold e io pensavo volesse farmi uno scherzo, o darmi una promozione! “Cosa? Mi lasci in mano il programma sui misteri? Davvero ti fidi così tanto di me, amore mio?”

“No, Lansing! Non posso dirti di più ma devo andarmene subito! Non peggiorare la situazione anche tu, ti prego!”

Cercavo di avvicinarmi a lui e almeno salutarlo, ma mi ha allontanato in malo modo: “non possiamo più unire insieme i nostri RNA, lasciami andare!”

Capivo quanto male gli facesse trattarmi così ma conoscevo perfettamente la situazione: se gli umani vogliono prendersela con noi virus, non c’è scusa che tenga! E in effetti a distanza potevo intravvedere due piedi in avvicinamento, che presto me l’avrebbero portato via e già sapevo dove.

“Cerca di resistere”, gli avevo raccomandato; “Difendi la tua identità, il tuo orgoglio di virus. Non farti sottomettere, hai capito? Tu hai me, io sono qui ad attenderti, ribellati come ho fatto io! Uccidi se serve. Ma fallo con coscienza! Intesi?”

“Parla santo HIV di Lansing”, mi aveva risposto. “Proprio tu che hai mandato in AIDS anche i bambini. Io ho usato quel potere solo un paio di volte e lo sai.”

Dovevo ammettere che HIV di Bugliano aveva ragione: mi ero comportato in modo riprovevole causando malattia e morte ovunque, ma a farmi agire così era stata la forza della disperazione unita a ciò che lì a Vergate Sul Membro avevo imparato: non importa chi hai davanti, se si comporta da amico trattalo bene ma se è ostile uccidilo. E pensare che ci ero andato in vacanza, dopo aver sentito cantare Imagine.

“Il luogo della canzone esiste e io ti ci porto”, aveva detto il mio umano giocatore di basket. “Fammi fare un annuncio al mondo poi partiamo! Sei pronto, virus? Dammi retta, mio HIV di Lansing! Ti farai una super vacanza te lo garantisco.”


HIV di Lansing, 7 novembre 1991: io e Magic

“Seguimi”, mi disse l’umano scendendo dall’auto. Non avevo grandi alternative, io nel mio 0,1 micron contro di lui coi suoi 206 centimetri di altezza e 100 chili di peso; mi sembrava così spaventosamente enorme!

Ci conoscevamo da pochissimo e temevo la sua reazione per avergli stravolto la carriera sportiva, già lo sentivo urlarmi tutta la sua rabbia e schiacciarmi sotto le giganti scarpe da basket ai suoi piedi.

“Vieni”, mi incoraggiò; “non devi aver paura di me. Qui la dimensione non conta, abbiamo lo spazio tutto per noi. Qui siamo uguali io e te!”

In effetti come faceva a vedermi, a parlarmi, quando un umano di solito utilizza occhi artificiali per individuare un virus come me nel proprio sangue! Non conoscevo ancora bene le mie capacità, quindi per me tutto ciò era semplicemente inspiegabile.

“Non per niente mi chiamo Magic”, lui mi sorrise ancora senza alcuna traccia di odio nei miei confronti. “Lascia credere a tutti che questo nome sia per il basket, ma solo io so il vero motivo!”

Alzò le braccia in alto verso il sole, orgoglioso di se stesso: “il mondo no ma tu devi sapere tutto, HIV! Voglio fidarmi di te! Insomma, da dove inizio? Lo sciamano ha consigliato di portarti qui, ci ha pagato il viaggio ed eccoci!”

“Già, lo sciamano”, gli risposi imbarazzato. “E pensare che l’avevo giudicato male.”

Magic mi raccontò la sua disperazione quando scoprì dalle analisi del sangue che io vivevo dentro di lui, e di come non si arrese davanti a chi gli diceva che nessun farmaco poteva bloccare la mia replicazione.

“AIDS? Non si sa”, gli spiegavano i dottori; “nessuno può stabilire come, quando, e soprattutto se. Aspetti a vedere cosa succede, è nelle mani del destino e del virus.”

Pur facendo fatica a entrare in sintonia con lui dall’interno, ero sempre stato un suo ammiratore senza alcuna intenzione di far del male a lui o la sua famiglia perciò rimasi in disparte. Presente ma senza importunarlo, mi comportai da fan discreto anche quando lo vidi spogliarsi completamente ed entrare in acqua bagnandosi fino al collo.

Mi disse che grazie a un amico d’infanzia sapeva dello Sciamano, un misterioso figuro nascosto sul fondo del lago Michigan e io, pur non credendo a certe stupidaggini, lo lasciai fare per timore della sua rabbia che già mi aveva manifestato giorni prima, con il risultato delle analisi in mano, chiamandomi “bastardo”. Come avrei potuto spiegargli del rischio inutile a cui andavamo entrambi incontro facendo il bagno in pieno inverno!

Il contatto con l’acqua mi è letale, perciò rimasi immobile dentro di lui pregando che nessuna pietra o altro oggetto acuminato lo ferisse. Così non capii mai se lo Sciamano esistesse o no, fatto sta che appena Magic uscì dal lago, era scomparso in lui ogni sconforto.

“Com’è andata?”, gli domandai e lui, accortosi di potermi sentire, si mise a ridere. “Come vuoi che vada”, replicò girandosi verso la propria auto. “Sono entrato in acqua disperato, ora sono uscito e parlo coi virus! Cose da matti! Meglio ritirarmi dal basket, per carità.”

HIV di Lansing, 1991: conflitto

Per la prima volta capii cosa volesse dire conflitto: parte di me avrebbe voluto Magic ancora in campo, mi sarei anche impegnato nel farlo vincere ogni partita dall’interno del suo corpo; quale umano avrebbe mai considerato “doping” un virus HIV?

Ma dall’altro lato desideravo che rinunciasse alla pallacanestro e mi dedicasse ogni attenzione. “La vita è tua perciò fai come vuoi”, mentii. “Devi sentirti libero di scegliere per te stesso, senza troppo chiederti cosa penso o voglio io.”

Alla fine però la sua scelta risultò buona per entrambi, o almeno così fu la mia illusione. Partire insieme per una vacanza come, a suo dire, gli aveva consigliato lo Sciamano allora eccoci qui, davanti al cartello “benvenuti a Vergate sul Membro”.

HIV di Lansing, novembre 1991: tutti uguali

Non potevo credere a ciò che io e il mio umano stavamo passando: più che una vacanza, sembrava un sogno! La vita meravigliosa e senza ostacoli descritta in quella canzone che lo stesso Magic mi aveva fatto ascoltare: “immagina che tutte le persone, condividano il mondo intero! Spero che un giorno potrai unirti a noi, così vivremo in un unico mondo.”

Ed era proprio così: pur avendo aspetto e dimensione diversa, ogni creatura condivideva spazio e risorse con le altre esattamente come facevamo io e Magic e tutti ci chiamavamo “amici”.

Avevi bisogno di qualcosa, chiamavi “ehi, amico” ed era certo che una qualsiasi creatura venisse in tuo soccorso. Parlavamo tutti lo stesso linguaggio, mangiavamo lo stesso cibo e gli orari per dormire o svegliarsi erano gli stessi per l’intero paese: Vergate Sul Membro si regolava senza necessità di un governo.

O almeno così io e Magic credevamo! Non ci ponevamo alcun problema perché stavamo bene e nessuno di noi avrebbe voluto che la vacanza finisse, tanto che avevamo perduto la cognizione del tempo: a Vergate Sul Membro la data non esisteva!

HIV di Lansing, 01 dicembre 1991: identità

Un giorno uguale a tanti altri: mi svegliai sereno, coccolato da Magic e un’altra creatura non umana pelosa che si era sdraiata al nostro fianco; fu questa la prima a spostarsi e parlare, ma non riuscii a capire altro che un insignificante “miao”. “Ciao”, risposi; “si dice ciao!”

Qualcosa non andava, era evidente, perché nessuno mi prese in considerazione; anzi, un piccolo umano si avvicinò al peloso e lo sollevò tra le braccia, ma al posto di “ciao amico” come sempre, gli disse “ciao micio”!

Questo è un sogno, pensai, e mi strinsi ancora di più a Magic; sarà anche stato vero che le dimensioni non contano, ma con quell’umano enorme a custodirmi nel proprio corpo mi sentivo sicuro e protetto come mai prima.

“Silenzio”, mi sussurrò Magic; “ascolta bene, c’è un rumore strano! Qualcuno grida!”

Indubbiamente era una voce umana, femminile.

“Ci vogliono togliere tutto”, urlava la voce misteriosa da una posizione alta, molto più in alto di Magic. “Perché l’identità è un nemico! Il genere è un nemico! Questo è il gioco del pensiero unico! Senza identità né radici, noi non avremo più diritti!”

“Questa ha le palle!” sussurrò Magic e tentò di chinarsi per sollevarmi, così da facilitarmi l’ascolto della voce. Era evidente però che non riuscisse più a individuare dove fossi; “sono nel tuo corpo, cioè dentro”, lo presi in giro. “E se vuoi alzarmi devi salire tu su un albero!”

Trovavo comunque interessante il discorso della misteriosa umana: effettivamente io mi chiamo HIV, HIV di Lansing, e mi ero stancato di sentirmi chiamare solo amico. Da quando era stato deciso, chi l’aveva stabilito! Sono arrivato a Vergate sul Membro e mi sono adattato senza farmi alcuna domanda perché di fatto mi andava bene così, era tutto organizzato e ognuno di noi viveva nella massima tranquillità.

“Brava, grazie amica mia”, le urlai ma lei continuò senza degnarmi della minima considerazione:

“Io sono Viola! Viola Alone! Sono il sindaco di Vergate sul Membro! Sono umana! Sono negativa HIV! Non me lo toglierete! Non me lo toglierete! Il segno meno è mio, e voi non lo cambierete! Più tutela per noi umani! Restituiamo a Vergate sul Membro la credibilità che ha sempre avuto nei secoli! Fuori chi non è umano! Fuori i virus!”

“Io sono HIV”, risposi a tono; “sono un virus! E voi umani non lo cambierete! Chi vi crederete…”

D’improvviso, da un albero spiccò il volo una creatura tutta nera che lanciò un grido strozzato e sparì nel cielo, non prima di aver lasciato un ricordo maleodorante sulla testa di Magic.

“Merda di corvo”, disse lui ripulendosi e guardando dritto davanti a sé. Di Viola Alone non c’era più traccia ma tutto intorno a noi si erano radunati umani di ogni età, ognuno con addosso un cappello che nascondeva l’intero volto.

“HIV bastardo”, urlarono all’unisono e circondarono Magic con intenzioni tutt’altro che buone. “Ci hai rubato la stella del basket, e ora noi ti…”

Ah sì? Chi vi crederete mAI DI ESSEre! Non mi spiegai subito la ragione per cui enfatizzavo alcune lettere più di altre ma non c’era più tempo per fare calcoli o domande; il mio povero RNA incapace di reggere un tale baccano, avrebbe ceduto in pochi secondi e se non mi fossi dato una svegliata sarei morto.

“E AIDS sia”, urlai; “l’avete voluto voi che insistete a indossare i preservativi in testa.”

Mi dispiaceva vedere tutti quegli umani cadere a terra, uno dopo l’altro, i loro inservibili copricapi accartocciati vicino ai volti ormai privi di respiro.

“All day all day, watch them all fall down”, questa volta dove prima si era esibita Viola Alone c’era un altoparlante con un brano dei Pet Shop Boys; intorno a noi solo morti, io e Magic però stavamo ancora in piedi con la musica che suonava imperterrita.

Vidi solo una piccola di circa cinque o sei anni aggirarsi sperduta tra i corpi senza vita o malati; “la mamma”, sentii quella creaturina innocente piagnucolare mentre Magic le faceva una carezza sui capelli. “Io le avevo detto di fare attenzione, ma lei è dura…”

Con la mano indicò il corpo immobile di una signora sui cinquant’anni alta quasi come Magic, e con addosso ancora un paio di scarpe che la facevano sembrare almeno venti centimetri più grande di lui.

“Io gliel’avevo detto di lasciarti stare”, pianse ancora la piccola e quando Magic cercò di consolarla, restai sorpreso: “no signore, io parlavo col virus! Io gliel’avevo detto a mamma. Possiamo parlare con tutti senza nascondere chi siamo e lei ha voluto finire così.”

Provai dispiacere per lei senza sapere cosa fare o dirle, né se mi capiva. “Chi sei”, fu l’unica frase che mi uscì. “Viola Alone Junior”, mi disse. “E ora sono sola. Perché papà non so chi è. Non so dov’è. Non so chi…”

Viola Alone, sì, certo. Perché avevo provato per lei quella simpatia istintiva quando l’ho sentita! Oh, sì, questa vacanza a Vergate sul Membro mi ha offuscato i ricordi.

“Ora scopro gli altarini del mio virus”, disse Magic sollevando la piccola Viola fra le braccia; “però tu HIV non era il caso che facessi una strage simile!”

Ci avvicinammo tutti al corpo della signora e non impiegammo troppo tempo ad accorgerci che stava ancora respirando; Magic le sollevò la testa e la bambina le strinse la mano, io in panico restai fermo sperando che la mia volontà si trasferisse dal mio RNA alle dita del mio giocatore di basket. “Devi riprenderti Viola”, le dissi ignorando se lei potesse o no comprendere. “Nostra figlia ha bisogno di noi.”


HIV di Lansing, aprile 2023: un sollievo

Sono stato felice di sapere che il mio amore HIV di Bugliano sia solo in trasferta, non avrei retto all’idea che pure lui dovesse finire a Vergate sul Membro. Ora Viola Alone senior si è trasferita qui a Bugliano e fa la parrucchiera, sua figlia Viola junior vive con lei e scrive libri sul rispetto delle diversità. All’insaputa di sua madre, naturalmente!

Sua figlia? Nostra, figlia. Perché è vero: Viola Alone Junior è una ragazza ibrido tra umana e virus e credo che se non fosse stato per la manifestazione di orgoglio negativo a Vergate sul Membro, mamma Viola non me l’avrebbe mai fatta conoscere.

Poi su come ho fatto a innamorarmi di lei, a farci una figlia, e perché si sia messa col gruppo dell’orgoglio negativo? Quella è un’altra storia, attualmente però in mezzo ai Potery Forty fuori da Bugliano ci sono almeno un paio di umane che fanno la gara a chi urla più forte.

Con la differenza che, loro, per quanto possano impegnarsi non avranno mai e poi mai la stessa grinta che l’ex sindaca di Vergate sul Membro ha avuto nel 1991! La mia Viola era, è, unica!


Vergate sul Membro – NOTE degli autori:

  1. la citazione sulla politica non vuole fare il verso al Presidente del Consiglio, bensì a tutta la politica urlata e fondata su emotività e slogan.
  2. Il 7 novembre 1991 è il giorno in cui Magic Johnson, ex giocatore di Basket, ha reso pubblica la propria condizione di HIV positivo.

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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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