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Mi hanno cambiato il badge!

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Bugliano, 27 novembre 2021. Se qualcuno all’interno del CampusIbuol si distingue per un buon risultato in un esame o un contributo utile alla vita dell’università, gli viene consegnato un nuovo badge per aprire la porta della propria stanza; anche oggi è accaduto ma Freddie, il destinatario, ne ha ben due…


Zach Nolan? Game over!

Oh, sì! Da quando il 23 novembre ho rivelato a tutti chi sono veramente, non ho più voluto farmi chiamare Zach Nolan; ho avuto per trent’anni quel nome e adesso basta, non voglio più sentire di maschere né false identità. Freddie sono e così dovete chiamarmi!

A colloquio col rettore

Quando stamattina il rettore ha chiesto di me per “un colloquio privato” ho preso immediatamente l’ascensore e sono volato nel suo ufficio. All’inizio ho creduto volesse il mio autografo, così ho portato con me una penna preparandomi psicologicamente all’inevitabile; invece mi ha stretto la mano e abbracciato, mostrandomi l’enorme porta CD appeso al muro con tutti i dischi dei Queen dal primo all’ultimo più i miei da solista, incluso “Mr. Bad Guy” che per anni in giro è stato introvabile.

“Sai”, mi ha detto, “questo l’ho preso appena è uscito nel 1985. Tutti dicono che è un flop ma hai fatto un capolavoro!”

Grazie, sì, ma a parte le sviolinate cosa vuole? Vedendomi poco incline alla conversazione sulla musica, ha aperto un cassetto della scrivania tirando fuori una scatola di latta col logo della IBUOL.

I nuovi badge

“Questi sono per te”, mi ha detto. “Sono i badge e il medaglione che ti serviranno da ora in poi!”

Cioè? Come i badge? Di solito per entrare al CampusIbuol e nelle nostre stanze ne abbiamo uno solo, utile pure per accedere ai distributori automatici di merendine e bevande. Ma perché due?

“Lo capirai da solo e mi raccomando non dimenticare di indossare il medaglione!”

Quando ho cercato di staccare il nastro adesivo che sigillava la scatola, il rettore mi ha bloccato la mano e mi ha detto che avrei dovuto farlo “insieme alla comunità” perché lui non era in grado di spiegarmi i simboli e le scritte; andiamo bene, il rettore dell’università che mi accoglie mi consegna qualcosa senza sapere il significato? In che mani siamo?

Devo portare pazienza, ho sopportato ben di peggio e adesso che sono libero non posso protestare subito!

Vorrei tornare nella mia stanza ma davanti all’ascensore c’è Tatiana, che insieme al suo inseparabile amico Adri sta sorreggendo Raymond Still! Povero Ray, ogni giorno è sempre più lento a muoversi e fatica a respirare, perciò finché è vivo ho rifiutato l’offerta di una stanza singola al CampusIbuol; ha tanto bisogno di aiuto e con tutto quel che ha fatto per salvarmi la vita ora almeno mi consenta di sdebitarmi!

Ho dovuto litigarci per poter restare nella sua stanza. “Ci sono i dottori, ci sono gli infermieri, tu devi riprendere la tua vita Gifter Freddie!”

Anche oggi mi ha salutato con questo soprannome a me sconosciuto. Anzi, ammetto che pur non sapendone il significato mi suona come qualcosa già sentito ancora in tempi molto molto lontani, ma ho fatto finta di nulla; malgrado tutto ho fiducia nel ricercatore e se mi tiene qualcosa nascosto ha sempre una ragione, sarà il tempo a rivelarmela!

Siamo entrati tutti insieme nella stanza condivisa fra me e Ray, e appena lo scienziato si è sdraiato sul letto esausto, Adri ha preso la scatola di latta dalle mie mani e l’ha aperta.

I simboli

Curioso come pochi, ho immediatamente guardato dentro: il medaglione di cui parlava il rettore aveva una corona sul bordo e al centro il segno di rischio biologico con la scritta “PlusBrothers Il Mondo Positivo”.

Quello che indossava Adriano invece non aveva la corona ed era decisamente più piccolo! Solo guardando meglio ho notato un’altra incisione sulla facciata posteriore del ciondolo: “Gifter Freddie”. Ancora quella parola, Gifter. E che cazzo! Anche lui aveva quella dicitura nel nome, GifterAdri.

Sul fondo restavano solo i due badge, uno con scritto “Freddie” e un altro, di nuovo: “GifterFreddie”; ero intenzionato a buttare l’ultimo badge nel cestino perché sento tutt’ora quell’appellativo non appartenermi però Tatiana me lo ha levato di mano. “Sì piccola”, le ha detto Ray alzandosi a sedere. “Tienilo tu, per Freddie è ancora presto!”

In che senso? Trent’anni che mi fate di tutto, non mi dite mai cosa sta succedendo, e per me è ancora presto?

Ho perso la pazienza e ho affrontato Adriano. Io e lui ci siamo messi in piedi uno di fronte all’altro entrambi coi medaglioni fra le dita, ci siamo guardati negli occhi senza sapere cosa dirci stando così per cinque minuti abbondanti.

Poi finalmente Adri ha rotto il ghiaccio: “Sono sieropositivo da pochissimo e Ray mi ha dato questo maledetto ciondolo, si chiama Biohazard.”

Io positivo, lui positivo, Ray in fase terminale, Tatiana… Ho osservato meglio la ragazza. Mia figlia biologica, almeno così dice Raymond; lei mi ha sorriso e con una mano ha spostato i capelli lunghi fino a coprirle il collo, permettendomi di vedere lo stesso disegno ma stavolta indelebile. Un tatuaggio col solito segno biohazard e l’identico slogan “PlusBrothers il mondo positivo”! “Io sono nata col virus”, mi ha spiegato; “e non riuscirei a immaginare una vita senza di lui. Nessuno tocchi HIV mio!” Allora perché lo scienziato che mi ha portato qui non ha nulla?

Sembra saperla lunga, eppure non ha lo stemma! Li ho osservati tutti con attenzione e la domanda non smette ancora adesso di tormentarmi.

Poi se questo maledetto simbolo biohazard indica la positività all’HIV, non è un segno di orgoglio ma di stigma. Almeno per me! Ci ho riflettuto ancora e ho posto a Raymond la domanda a bruciapelo: “Tu? Hai l’AIDS?”

“No, negativo purtroppo. Ho un cancro”, mi ha risposto Ray. “Ma lascia perdere la mia salute, pensa a te. A voi. Adri e Tati sono fratelli di virus. E tu sei il loro gifter! Trattali bene.”

Yes, Sir! Solo questo sono stato in grado di ribattere. Anche se non so cosa vuol dire il nome che mi ha affibbiato, voglio evitare di contraddirlo in punto di morte. Spero solo di capirci qualcosa in tempi brevi senza creare troppo disagio ai ragazzi.

Neanche sono riuscito a suonare il piano oggi, per quanto Adri e Tatiana mi abbiano distratto portandomi in sala musica; ho sempre avuto gli occhi sui simboli biohazard e su una frase di Ray. “No, negativo purtroppo. Ho un cancro.” Ancora devo capire se il purtroppo si riferiva al cancro o al fatto di non avere l’HIV! Spero di sbagliarmi!


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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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